You are here:

::: L.E.A. Fr :::

Clima. A Copenaghen un accordo "minimale"

E-mail Stampa PDF
Un accordo "minimale" e per quasi tutti insoddisfacente, ha suggellato la maratona negoziale di 13 giorni del summit sul clima a Copenaghen. Dopo proteste, rivolte notturne, uscite di scena sbattendo le porte, i paesi del Sud del mondo si sono tappati il naso e hanno firmato il documento "prendendo atto" che non si poteva fare di piu' e che, anche se non sufficiente, sara' un "punto di partenza", base di lavoro per il futuro. Lo stesso segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon, ha ammesso che "non e' quello che tutti volevano ma questa decisione della Conferenza sul clima e' una tappa essenziale". Se da una parte non vengono messe nero su bianco le cifre dei tagli alle emissioni di C02, dall'altra pero' si fissa il limite massimo del 2% per il riscaldamento del pianeta dai livelli pre-industriali nonche' aiuti finanziari per i paesi piu' poveri di 30 miliardi di dollari in tre anni, fino a raggiungere la cifra dei 100 miliardi di dollari entro il 2020. Dopo giorni di proteste, manifestazioni, scontri con la polizia, determinante per l'intesa finale ieri sera e' stato l'arrivo del presidente Usa, Barack Obama. Obama puntava si dall'inizio a 'chiudere' Copenaghen, se non con un successo, almeno con un' intesa politicamente condivisa. Pochi colloqui determinanti per il presidente Usa, come quello con il premier cinese, Wen Jiabao, che ha portato al risultato: un accordo con i 'duri' del summit, Cina, India e Sudafrica. "Un passo in avanti straordinario" ha commentato il leader americano volato subito dopo a Washington dove ha 'incassato' anche la benevolenza del Congresso a far passare il prima possibile, probabilmente a gennaio, il dibattuto provvedimento sul clima. Nella notte si sono scatenate le critiche dei poveri del mondo, degli ambientalisti, che hanno parlato di fallimento e di grande 'fiasco', e la condanna generalizzata di tutti i media del mondo che anno ribattezzato l'accordo 'minimale' e di basso profilo. "Non trovo un esempio nella storia in cui leader di usa, India, Cina, Ue e Africa hanno lavorato per tutto questo tempo insieme chiusi in una stanza" ha commentato stamane l'ospite danese il premier Lars Loekke Rasmussen nel tentativo di placare gli animi verso la firma ufficiale. E cosi' e stato. L'accordo di Copenaghen sara' ora operativo e aperto agli ulteriori sviluppi: appuntamento a Bonn tra sei mesi per ulteriori verifiche per poi firmare i risultati finali nel 2011 a Citta' del Messico.
 

Cerca

Segnaliamo

Porta la Sporta

Area Riservata